Stupro L'Aquila, Tuccia condannato a otto anni, l'accusa ne aveva chiesti 14

tuccia francescoFrancesco Tuccia è stato condannato a 8 anni di reclusione per violenza sessuale, con le attenuanti generiche. E' questa la pena inflitta dal tribunale dell'Aquila all'ex militare del 33/Esimo reggimento artiglieria terrestre "Acqui", 22 anni di Montafredane, in provincia di Avellino, accusato dello stupro di una studentessa universitaria di Tivoli di 21 anni. Il Tribunale ha condannato Tuccia anche alla pena accessoria dell'interdizione perpetua dai pubblici uffici e a quella dell'interdiazione legale per la durata della pena principale inflitta. I giudici, inoltre, hanno condannato l'imputato al risarcimento dei danni cagionati alle parti civili, da liquidarsi in separato giudizio. Tuccia è stato condannato anche al pagamento di una provvisionale di 50 mila euro in favore della parte civile (la studentessa universitaria di Tivoli) ed altri 2 mila in favore del Centro Antiviolenza per le Donne dell'Aquila. Quando il collegio ha fatto ingresso in aula Tuccia e la famiglia hanno subito abbandonato l'aula, uscendo da una porta laterale. "Davanti a questa sentenza la mia vita non cambia, nel senso che otto anni, dieci o dodici per me non sarebbero mai stati abbastanza". E' il breve commento della studentessa universitaria di 22 anni di Tivoli dopo la lettura della sentenza di condanna per il suo aggressore. La giovane riportò ferite lacero contuse guaribili in 40 giorni. Il fatto accadde fuori la discoteca "Guernica" di Pizzoli, vicino L'Aquila nella notte tra l'11 e il 12 febbraio dello scorso anno. Dopo una brutale violenza la ragazza fu lasciata esanime e insanguinata in mezzo alla neve del piazzale del locale e fu salvata dall'intervento da un addetto alla sicurezza, che dopo averla soccorsa, allertò i sanitari del 118. L'accusa aveva chiesto 14 anni di reclusione per violenza sessuale e tentato omicidio. Il tribunale era composto da Giuseppe Grieco presidente, Italo Radoccia e Carla Ciofani giudici a latere. Tuccia fu arrestato alcuni giorni dopo il fatto e rinchiuso nel carcere di Teramo, nella stessa cella di Salvatore Parolisi, condannato all'ergastolo per l'omicidio di sua moglie Melania Rea. Tra le numerose polemiche Tuccia poco dopo fu scarcerato e per lui furono disposti gli arresti domiciliari. Mentre i giudici del Tribunale dell'Aquila si erano ritirati in camera di consiglio per decidere la sentenza Francesco Tuccia, visibilmente teso, ha detto di vivere "molto male" questo momento. Il giovane è stato sentito oggi dai giudici per un'ora e mezza circa, raccontando di come si sia messo paura dopo aver consumato l'atto sessuale, di essere scappato dentro la discoteca. La sentenza ha creato malumori in aula di alcune donne appartenenti a gruppi di solidarietà femminili. Sempre dopo la lettura del dispositivo ci sono stati anche momenti di tensione con i giornalisti. Per tutelare l'immagine della vittima presente in aula insieme allo stesso Tuccia, alcune donne del Centro antiviolenza dell'Aquila hanno alzato teli e giacche, fino a quando agenti della Procura non hanno invitato tutti ad uscire.

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