Protesta della marineria, traffico in tilt. Testa e Chiodi convocano la Caripe

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chiodi testa e masciaPESCARA - La protesta della marineria pescarese è iniziata a piazza Italia davanti alla Provincia e al Comune di Pescara con fumogeni e petardi e con il blocco del traffico. La situazione è disastrosa denunciano i pescatori: "Barche tirate a secco da mesi con danni ingenti, cassa integrazione non percepita se non per duemila euro a ciascuno per tutto il 2012, bollette e tasse comunque da pagare, fondi annunciati dal Governo con i tre milioni di euro che non arriveranno per adesso". Ad ascoltarli il presidente della Provincia Guerino Testa che ha parlato con la banca Caripe fornendo i dati dei beneficiari della Cassa integrazione per gli ultimi tre mesi del 2012 e i primi due del 2013. L'istituto di credito solo in tarda mattinata ha assicurato che lunedì sarà in Provincia per affrontare la questione e per cercare di sbloccare i cosiddetti anticipi sociali. La cifra da sbloccare ammonta a circa 500 mila euro. La Polizia schierata ha controllato la marineria pescarese, che dopo aver fermato il traffico tra corso Umberto e il ponte Risorgimento, è stata ricevuta nella Sala consiliare del Comune dal presidente della Regione, Gianni Chiodi. Il governatore della Regione dopo aver ascoltato le loro richieste si è impegnato con la marineria "a compiere ogni sforzo possibile per la positiva soluzione della vicenda facendo anche pressione sull'Inps affinché acceleri al massimo le procedure burocratiche per la concessione della cassa integrazione che riguardano circa 160 operatori della pesca e le loro rispettive famiglie". Durante l'incontro Tania D'Ottavio, nipote di un armatore, ha gridato contro il sindaco Mascia e Chiodi, animando la disucssione tra i fischi rivolti ai politici presenti. La marineria, le cui 60 barche sono "da rottamare", chiede di "tornare a lavorare alla fine di marzo" anche perché "a luglio ci dobbiamo fermare di nuovo, per il fermo pesca". Numerosi gli striscioni in piazza con frasi: "Il fiume Pescara e' come "Auschwitz", e "Il voto? no grazie non fumo".

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