Quinta campagna di scavi archeologici nella Valle Giumentina nel Parco Nazionale della Majella

scavi orizzontale 1PESCARA - La Provincia di Pescara promuove gli scavi nel Comune di Abbateggio per la riscoperta delle origine dei popoli abruzzesi. La conferenza stampa si è svolta nella sala della Figlia di Jorio, per la presentazione della quinta campagna di scavi archeologici nella Valle Giumentina nel Parco Nazionale della Majella nel comune di Abbateggio. Già dagli anni 50, per una fortuita scoperta avuta a seguito di una frana, un geologo francese Jean Demangeot, di fama mondiale, passando nella Valle Giumentina nel Parco Nazionale della Majella, rilevò ben 15 strati nella parete scoperta che indicavano periodi temporali delle stratificazioni che si erano formate nella parete rocciosa. Da questa scoperta cominciarono poi i lavori con il geologo e con il Professore Antonio Mario Radmilli ed è diventato in poco tempo un sito-chiave della Preistoria e del Quaternario italiano ed europeo per la definizione delle culture preistoriche nella penisola italiana e nel bacino mediterraneo. Il sito, oggetto di studio, è una valle in cui insiste un lago ora scomparso, le cui sponde erano frequentate da persone che svolgevano attività di caccia e di lavorazione della pietra attraverso la scheggiatura. I sedimenti studiati contengono tra l’altro pollini, molluschi e altri organismi che testimoniano le variazioni del clima nel tempo e per questo molti studiosi del Quaternario, Preistorici, Geologi, Paleobotanici, Paleontologi, Geofisici e specialisti delle datazioni radiometriche, provenienti da varie istituzioni italiane e francesi, collaborano in questa ricerca. Con questi studi e con l’ausilio di tanti specialisti sia i dati archeologici sia i paleo ambientali della Valle Giumentina saranno conosciuti e valorizzati. La conferenza stampa svoltasi stamattina, alla presenza del Presidente della Provincia Antonio Di Marco, è stata fatta per la presentazione dei primi risultati della campagna di scavi con la partecipazione di Elisa Nicoud del CNRS di Francia (Centre National de la Recherche scientifique) e dei giovani archeologi provenienti da varie Università italiane e del Presidente dell’Archeoclub di Pescara Giulio De Collibus. I lavori archeologici stanno dando risultati straordinari e il Governo francese ha finanziato un altro triennio di scavi che saranno portati avanti da un gruppo di archeologici guidati da Elisa Nicoud, Daniele Aureli (Università di Siena-Parigi) e Marina Pagli (Università di Parigi). Tutti professionisti esperti del Paleolitico Da domenica 3 luglio, l’area degli scavi sarà aperta al pubblico, con visite guidate e spiegazioni a cura della stessa equipe di ricerca, in qualsiasi ora della giornata, dalle 9 del mattino alle 9 di sera. Gli scavi saranno aperti a tutte quelle persone che vorranno visitarli, l’area di studio ha portato alla scoperta di fatti ed eventi rapportabili ad una conoscenza della storia della valle fino ad un tempo di circa 600.000 anni fa. Infatti, il progetto pluridisciplinare di scavi e studi della valle Giumentina è finalizzato a ricostruire i modi di vita dei gruppi umani pre neandertaliani che hanno occupato quella zona tra 600.000 e 300.000 anni fa. Grande attenzione è stata dedicata alla conoscenza dell’interazione tra l’Uomo, l’ambiente e il clima che circondava gli umani. Negli anni 2015 e 2016, i risultati ottenuti sono stati presentati in convegni internazionali in Italia, Francia, Spagna e riportati in diverse pubblicazioni scientifiche in lingua italiana, francese e inglese. Il progetto nuovamente rinnovato dall’École française de Rome proseguirà fino al 2018 con due mesi di campagna di scavi all’anno con l’auspicio di aggiungere nuove e sostanziali informazioni alla storia dei popoli che si insediarono in Abruzzo. Il progetto di ricerca è diretto dall’École française de Rome, in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni archeologici dell’Abruzzo (Dott. Silvano Agostini), con il sostegno del Parco Nazionale della Majella, del Comune di Abbateggio (Sindaco Antonio Di Marco), della Fondazione PescarAbruzzo, dell’Archeoclub d’Italia sezione di Pescara, del Museo delle Genti d’Abruzzo e del CNRS. La collaborazione scientifica unisce le Università di Siena, Pisa (Prof. Giovanni Boschian), Firenze (Prof. Paolo Mazza), Parigi 1 Panthéon-Sorbonne (Dott.ssa Valentina Villa), Parigi-Ouest Nanterre la Défense, Bordeaux 3 (Prof.ssa Christelle Lahaye), il CNRS francese (Dott. Catherine Kuzucuoglu, Jean-Philippe Degeai, Clément Virmeux, Vincent Robert, Norbert Mercier, Marion Hernandez), Il Commisariat à l’énergie atomique (Sébastien Nomade, Alison Pereira), l’Institut National de Recherches Archéologiques Préventives francese (Dott. Christine Chaussé), i laboratori UMR 7264 Nizza, UMR 7041 ArScan-AnTET, UMR 8591 LGP, UMR 5060 IRAMAT CRP2A, UMR 5140 ASM e il palinologo pescarese Fabio Fusco.

Maria Luisa Abate

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