La BCC Sangro Teatina festeggia 110 anni con un dibattito sull'economia

bcc atessa palcoATESSA - La BCC Sangro Teatina in questi giorni sta festeggiando un traguardo davvero notevole per un istituto di credito che ha attraversato almeno tre crisi economiche, due guerre mondiali, il ’68, la guerra fredda e l’avvento del nuovo millennio, 110 anni dalla sua costituzione. Una realtà fatta di uomini, di sacrificio e amore verso il proprio territorio e di attenzione verso la propria gente che per la maggior parte dei casi è quotidianamente in contatto con la banca e i suoi amministratori. In una cornice splendida e dal notevole impatto estetico come il palco del teatro comunale “Antonio Di Jorio” di Atessa, sono state ospitate le autorità che hanno reso omaggio al presidente della BCC Sangro Teatina Pier Giorgio Di Giacomo e in seguito si è svolto un interessante dibattito con illustri studiosi della materia economica. I primi ad avvicendarsi al microfono per congratularsi del prosperare di questa realtà, moderati dall’illustre cittadino atessano Giulio Borrelli, giornalista e storico inviato Rai a New York, è stato proprio il presidente della BCC Di Giacomo, che ha ricordato il padre fondatore dell’allora Cassa Rurarale Cattolica di Depositi e Prestiti San Francesco d’Assisi, don Epimenio Giannico, che per fronteggiare la crisi economica dell’epoca, costituì nel 1903 l’ente per dare dei piccoli prestiti alle persone più bisognose e ai contadini per l’acquisto delle sementa, che senza questo istituto si sarebbero rivolti altrimenti agli usurai.

bcc atessaA prendere la parola in seguito sono stati nell’ordine: il Presidente della Federazione BCC Abruzzo e Molise Savini, che ha ricordato che quello del Credito Cooperativo è un modello vincente e vicino alle imprese, il Direttore della Banca d’Italia de L’Aquila Luigi Bettoni, che ha sottolineato come questi istituti siano in grado di rispondere in tempi rapidi alle richieste dei cittadini, tramite un più facile accesso al credito che ha permesso di non far arrestare la domanda interna, Monsignore Bruno Forte che con un videomessaggio ha ricordato ciò che don Epimenio Giannico ha fatto per i più deboli e i contadini e che, questo tipo di banca è ispirata e radicata nei valori cristiani, dando alla fine del messaggio la benedizione e il suo augurio, Alfredo Castiglione vicepresidente della Regione Abruzzo che ha ricordato l’importanza delle reti, del consolidamento del rapporto tra banca e territorio e la forte volontà di fondare consorzi fidi e infine il Presidente della Provincia di Chieti Enrico Di Giuseppantonio che ha ricordato che quello fondato da don Epimenio Giannico è un modello che ha fatto scuola. Il dibattito che è seguito sull’andamento economico dei nostri territori in relazione alla congiunturale crisi ha toccato tutte le zone del pianeta, con solo qualche eccezione per le economie emergenti ed è stato caratterizzato dal prezioso intervento dell’economista della Sapienza Marcello de Cecco, dallo storico dell’economia dell’Università Cattolica di Milano Pietro Cafaro, dal Magnifico rettore dell’Università di Teramo Luciano d’Amico e dal Presidente Nazionale della Federazione BCC Alessandro Azzi. Ognuno di questi pensatori economici ha tentato di illustrare la propria visione di come le banche possano far parte nella maniera più profonda del tessuto sociale e delle PMI. Con triste evidenza ciò che ha accomunato i loro interventi è stato il pensiero sulla difficile situazione economica che interessa la zona Euro e sul fatto che l’Italia nello specifico è ancora totalmente immersa in un economia stagnante, mentre i fautori della crisi, come l’economia americana, che ha inventato prodotti trappola per le banche e per i clienti del nostro continente, si avviano verso una ripresa forzata dall’immissione di denaro ma spinta da un fattore sociale, da noi visto culturalmente come un male, che è la mobilità. Concludendo il rettore D’Amico ha ricordato alle banche e a tutti quelli che hanno un ruolo di potere che l’arma più forte contro la crisi è quella di investire sulla formazione specialistica dei giovani anche mandandoli all’estero. In chiusura Borrelli ha chiesto a tutti di dire in trenta secondi cosa ne pensassero dell’attuale governo e delle politiche in atto ma la risposta del Prof. De Cecco è valsa per tutte: “ Se si è perso le chiavi un chilometro prima al buio, perché si guarda sotto il lampione? Forse perché è illuminato?”.

Alessandro Marchi

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