Baltimora Ravens, nel nome di Joe Flacco

JOE FLACCOBaltimora è la città più violenta d’America: circa 300 morti l’anno. Chiedere alla giallista Laura Lippman che vive la sua città e la racconta nei suoi polizieschi con squarci nel realismo sociale. A Baltimora il basket non ha attecchito, facile immaginare perché il football americano invece abbia sfondato, perché il giocatore simbolo, il capitano Ray Lewis sia finito in prigione dopo una rissa con morto durante i festeggiamenti di un Super Bowl e l’anno dopo _ scagionato dalle accuse grazie anche alla misteriosa scomparsa dei suoi vestiti _ quel Super Bowl l’ha vinto e domenica 3 febbraio ha bissato il successo nell’ultima partita in carriera. Baltimora è la città di Edgar Allan Poe (che continua a ispirare serie tv, come ‘The Follower’) e del racconto ‘Il Corvo’ e Raven, appunto, è il nome della squadra di fottoball. Al di là della violenza insita nel gioco e nella città che ha trionfato nello spettacolo sportivo- mediatico più grande d’America (120 milioni di spettatori in tv, mezzo minuto di spot pubblicitario a 4 milioni di dollari, Alicia Keys e Beyoncé a fare da contorno, e che contorno!), la XLVII finale ha celebrato il primato dell’italian american nello sport Usa. E l’Abruzzo l’ha fatta da padrone. Joseph Flacco, il quaterback (il regista, il Pirlo della situazione, ricordate Burt Reynolds in ‘Quella sporca ultima meta’?) del Baltimora Ravens è originario dell’Abruzzo. Il suo bisnonno è partito dalla provincia di Chieti, forse Giuliano Teatino, forse Ortona, forse anche Isola del Gran Sasso nel Teramo, e si è insediato nel New Jersey. Joe, ragazzo di 198 centimetri, sempre sottovalutato dopo l’ingaggio nel draft del 2008 ha collezionato una stagione da record, avvicinando la leggenza Joe Montana dei San Francisco 49ers, quelli capaci di vincere due Superbowl sotto la presidenza di Edward DeBartolo jr, di probabili origini abruzzesi. Ma non è tutto. I due coach fratelli John (Baltimora) e Jim (San Francisco) Harbaugh sono figli di italiani da parte di madre. Steve Bisciotti, proprietario dei Ravens, è di origine italiana. IL premio alla miglior squadra e al migliior giocatore è intitolato a Vince Lombardi, mitico coach dei Green Bay Packers che negli anni Sessanta dettò legge nel football americano. Altra leggenda della Nfl è stato Dan Marino, quaterback dei Miami Dolphins dal 1983 al 1999. Infine, gli altri italian american che hanno festeggiato a New Orleans domenica scorsa: Erik DeCosta, originario del Massachussets), assistent general manager ei Ravens, e Ted Monachino, allenatore dei linebacker, i difensori. Insomma, Italian do it better, l’Abruzzo di più. Basti ricordare Tommy Lasorda, eroe dei Dodgers prima di Brooklyn e poi di Los Angeles. Genere da Hall of Fame.

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