Da Chieti alla Silicon Valley: Pierluigi Zappacosta commercializzò il mouse

Abruzzo, terra di artisti, scrZappacostaittori, poeti e scienziati poco conosciuti dalla grande maggioranza dei propri conterranei ma che in “terre straniere” sono divenuti celebri. Oggi parliamo di Pierluigi Zappacosta che per primo commercializzò il mouse. Si proprio il più famoso “topo” del mondo che ha semplificato la vita degli utenti del personal computer, parla anche un po’ abruzzese. “Mister mouse”, al secolo Pierlugi Zappacosta, è originario di Chieti dove nasce nel 1950 e frequenta il liceo classico “Giambattista Vico”. Dopo la maturità si iscrive alla facoltà di Ingegneria elettronica dell’Università di Roma dove si laurea nel 1974. Dopo una breve esperienza di lavoro a Pisa decide di trasferirsi in America per iscriversi al Master in Computer Science presso l’Università di Stanford. E questa scelta farà la sua fortuna, infatti proprio in quegli anni prende vita la Silicon Valley con la nascita di decine e decine di imprese che ne costituiscono ancora oggi il tessuto industriale. Steve Jobs crea l’Apple e nel 1981 Zappacosta, insieme ad un altro abruzzese Giacomo Marini ed un fisico svizzero Daniel Borel, fonda la Logitech, azienda di consulenza informatica. In pochi anni l’azienda diviene leader mondiale ed inizia a produrre e commercializzare il “piccolo topo”, il mouse appunto, uno strumento divenuto il simbolo del moderno personal computer.

L’azienda di cui Zappacosta per un decennio è stato uomo-immagine, nel 1996 arriva a fatturare 400 milioni di dollari ed oggi ne fattura un miliardo. La Logitech conta quattromila dipendenti ed ha stabilimenti in America, Svizzera,Cina e Taiwan e produce oltre al mouse varie periferiche per personal computer, come keyboard, joystick, scanner e webcam. Ma l’avventura dell’imprenditore teatino non finisce qui, in fatti nel 2005 da “cervello in fuga”, in un paese, L’America, che ancora oggi vede molti talenti nostrani arrivare per farsi strada ed avere il giusto riconoscimento, torna da imprenditore proprio nella sua amata terra, dove decide di rilevare il pastificio Delverde, all’epoca in seria difficoltà, restituendo all’azienda di Fara San Martino un po’ di serenità dopo un periodo di vicissitudini. Decide inoltre di investire in terra teatina in un progetto per la produzione di energia rinnovabile in collaborazione con il dipartimento di Fisica dell’Università della Calabria. Come omaggio per l'impegno profuso nella sua attività, riceve dal Senato Accademico dell’Università D’Annunzio di Chieti le insegne dell’Ordine della Minerva: "per la sua filosofia professionale, nella quale ha saputo fondere con intelligenza la cultura umanistica e le scienze del progresso; per il grande merito, inoltre, di aver contribuito alla crescita dell’Abruzzo riuscendo a portare l’imprenditoria a sostegno delle idee”.

Annalisa Marcucci

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